top of page
  • Roberta Giulia

Dialogo tra uno scrittore e un fantasma


***

***

Scrittore: Oh, ma dai, davvero, cioè fammi capire: tu, sul serio, scrivi per altri?

Io: Ah ah.

Scrittore: Ma come faiiiii? Io: Con la tastiera, hai presente? Scrittore: Sì, chiaro, spiritosa. Come ci riesci, intendo? Io: Aspetta: dieci dita su un Mac che sbiumo ogni dodici mesi. Ah, e un programmino fighissimo che si chiama Ulysses, ma solo perché Word fa schifo. Direi che è tutto. Scrittore: E ti pagano? Io: Ah, ah.

Scrittore: Tanto? Io: Ah, ah. Scrittore: Tanto quanto? Io: Abbastanza per sfamarci il branco.

Scrittore: Cioè ci vivi? E non fai altro? Io: Ah, ah. Scrittore: Comunque, giuro, io non capisco.

(Lo vedo)

Io: Cos’è che non capisci? - dico, melliflua. Scrittore: Quelli che si fanno scrivere i libri, per esempio, io proprio non li capisco.

Io: Ah no? E invece chi si fa costruire una casa dal muratore sì? O un impianto elettrico da un elettricista, eh? Chi chiama un elettricista è un impostore? Perché è di questo che parli, o sbaglio?

Scrittore: Cosa c’entra? Mica è uguale, quelli lì sono lavori manuali. Non puoi confrontarli.

Io: Ok, facciamo finta che voglia seguirti. Cosa ne di dici di chi si fa progettare un palazzo da un architetto o un ponte da un ingegnere? O di chi si fa fare una statua da uno scultore o una cappella Sistina da un Michelangelo? E di chi si fa scrivere una sceneggiatura da uno sceneggiatore, eh, cosa mi dici? Tutti imbroglioni?

Scrittore: Ma no, ma no, solo che… a parte questo, per me è inconcepibile*.

Io vorrei dirgli che immagino, ma che se mi dicesse anche cosa, potrei mettere di nuovo in stand-by i neuroni, ché mi si stanno agitando. Dico solo: Immagino, ma sai (modellandomi sul suo tono di voce, idioma e pure postura), chi viene da me, cioè da noi, nove volte su dieci ci arriva più che altro perché non ha tempo o magari metodo; ha qualcosa da scrivere e risorse per pagare qualcuno che scriva per mestiere; non necessariamente è un incapace, o un impostore.

Scrittore: Sarà, ma non sono d’accordo. Io: Vedo. Scrittore: Sul serio, non capisco come tu possa scrivere per qualcun altro, anzi, come qualcuno, chiunque, possa riuscirci. Voglio dire, è…

Io: 'Spetta, ti aiuto: è una cosa che tu non faresti mai. Scrittore: ESATTO! è proprio così, non ce la farei mai e poi mai.

Io (faccia annoiata, neuroni divertiti): E dimmi, perché credi di no? Scrittore: ma insomma, è chiaro, la scrittura per me è arte, e l’arte non si può…

Qui lo scrittore si blocca; vedo il fumo uscire dalle sue orecchie. Magari, mentre io penso che un impianto elettrico fatto come dio comanda è una gran bella forma d’arte, lui riflette che anche l’architettura lo è, la scultura, la pittura. Io resto muta.

A questo punto, di fronte alla limitazione patente dello scrittore e dei suoi muretti a secco intorno alle quattro certezze che è convinto di avere, io ordino altri tre bicchieri di rosso: per me, per lo scrittore e per uno che scrive da dio.

Poi, anche se ordinare da bere aiuta sempre, cambio argomento prima che le sue sinapsi mi infilino nella cartella neurale dei nemici, tipo black-list, là dove lo scrittore esilia non solo chiunque non la pensi come lui, ma pure tutti quelli che non lo idolatrano bevendo ognuna delle sue cialtronate come fossero argento colloidale anti-tumori.

Passano i mesi. Lo scrittore smette non solo di rispondere alle mie email, ma pure di leggerle. Black-list modalità on. Fine del proto- rapporto con lo scrittore.

 

* "inconcepibile", giuro, ha detto proprio così e considerando che lo scrittore raccontava di avere una laurea in filosofia, non ho altro da aggiungere.

 

** Questo post è stato scritto rileggendo "Come diventare se stessi", di David Lipsky, minimumfax.

 

***

Foto del bicchiere di Santa Cristina: Studio Kmzero

63 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Feedback? Wow.

Scriviamo per DESIDERAre Property Finding da circa un paio d'anni. Il post che segue ci ha lasciato di stucco. Grazie ragazzi. :) "Il Fantasma dell’Opera… Ve ne sarete accorti, non siamo a noi a scriv

bottom of page