Condividi, se ti va.

  • LinkedIn - Black Circle
  • Twitter - Black Circle
  • YouTube - Black Circle
  • Instagram - Black Circle

Contatti

Compila il modulo per richiedere un preventivo o per ricevere più informazioni sui nostri prodotti.
Risponderemo in (molto) meno di 24 ore, e senza spam.

Il tuo diritto alla privacy è una cosa molto seria. 

Perché siamo scrittori fantasma: la confidenzialità delle informazioni, per noi, è importante quanto l'igiene in una sala operatoria. È l'ambiente che ci permette di lavorare. Per questo, i dati che ci invii per essere ricontattato, non verranno utilizzati per nessun altro motivo, né ceduti a terzi. Mai.

Loscrittorefantasma.com e iper-editing.com sono marchi di Roberta Giulia Amidani, la penna che si fa chiamare "fantasma madre".

Scrivere un libro e guadagnare. Si può?

 

 

Sì. E più di quanto immagini.

Sono seria. Non ti prendo per il culo. Se sai come farlo e hai il tempo e la motivazione giusta, scrivere un libro è il modo migliore per guadagnare di più.

“Si dice che gli Italiani non leggano”

Vero. Leggono poco. O non leggono affatto. Secondo l’ISTAT, nel 2014 solo 24 milioni di Italiani hanno dichiarato di aver letto almeno un libro nell’ultimo anno e quasi una famiglia su dieci (9,8%) ha ammesso di non avere alcun libro in casa (trovi tutti i dati nei risultati della ricerca ISTAT, “La produzione e la lettura di libri in Italia”, pubblicata il 15 Gennaio 2015).

Il fatto che pochi Italiani leggano non significa che il tuo lettore non lo faccia, ammesso tu sappia chi è e perché dovrebbe leggere proprio il tuo libro.

Se scrivi un libro puntando al guadagno, devi sapere che difficilmente diventerai più ricco con gli incassi delle vendite.

“Aspetta. Hai appena scritto che si può guadagnare scrivendo un libro. Che fai? Ti contraddici?

No, non me lo sogno nemmeno e ribadisco il concetto: scrivere il tuo libro ti farà avere più soldi, qualunque sia il tuo lavoro. Ti spiego perché:

 
Scrivere un libro ti farà sudare ma anche crescere.

Chi ti dice che sia una passeggiata mente. Scrivere un libro è una fatica pazzesca. A parte il talento innato, l’assoluta mancanza del quale è stata sdoganata dal successo editoriale di quella ciofeca illeggibile che inizia con il numero dopo 49 e finisce in grigio, se vuoi scriverne uno ti occorre, oltre a qualcosa da scrivere, ça va sans dire, nell’ordine: molto tempo, un buon metodo, tantissima costanza, e una motivazione della madonna. Oppure un ghost con i controcazzi, mica fuffa.

Quindi, sì: suderai e smadonnerai e ti pentirai di aver anche solo pensato di scrivere un libro, ma per scrivere ti toccherà studiare, fare ricerca, leggere un casino e mentre studierai e farai ricerca, imparerai. Diventerai più consapevole, cambierai alcune idee e ne confermerai altre. In pratica: aumenterai il bagaglio – o il beautycase – delle tue conoscenze. Scoprirai o riscoprirai nuovi talenti e con quelli, poi, se li metterai a reddito, guadagnerai di più.

(Se vuoi un’idea su come trovare il tuo, leggi qui).

 
Scrivere un libro è un’operazione mediatica.

Ti trasforma in AUTORE o ti conferma come tale. Essere un autore significa essere riconosciuto come qualcuno che ha qualcosa da dire e ha trovato il modo, il metodo e la forma per farlo. E in questa galassia, fa ancora figo. 

 
Scrivere un libro dimostra la tua autorevolezza.

Scrivere un libro ti serve per costruire o confermare la tua autorevolezza. Non è solo per far sapere al mondo che esisti, ma dimostrare che ne sai un sacco. Abbastanza per scriverne. A prescindere dall’argomento. Anche se fai il fornaio, scrivere un libro sul pane racconta a tutti non solo il tuo modo di impastare, ma anche di lavorare e – esagerando, ma mica troppo – di essere.

 
Scrivere un libro ti aiuta a trovare nuovi clienti.

Ti aiuta a farti conoscere, a entrare negli uffici e nelle case di chi potrebbe aver bisogno del tuo aiuto e della tua professionalità. Ti aiuta a farti ricordare.

 
Scrivere un libro ti aiuta a confermare la fiducia dei clienti storici.

Dimostra che ci sei, che ci sei ancora, o che sei sempre più presente, aggiornato, sul pezzo e se i tuoi clienti sono esseri umani, saranno gratificati di aver scelto te.

Scrivere un libro significa non chiederti più cosa regalare. Almeno per un po’.

Puoi regalarlo per Natale, o farlo arrivare con una dedica a ogni cliente. Puoi distribuirlo (anche gratis) a un evento, o dopo una visita di cortesia.

…Convinto? Cosa aspetti? Inizia a scrivere! E se ti viene l’ansia o non sai da dove cominciare, come finire, come impagliarlo, editarlo, pubblicarlo, chiedi aiuto. Anche a me.

🙂

Note.

Ho scritto questo pezzo dopo aver girovagato un po’ in rete. Fra le cose interessanti cito:

  • My Social Web, di Riccardo Esposito, che si definisce un antropologo prestato al Web Writing;

  • Il blog del mestiere di scrivere, di Luisa Carrada;

  • Su YourSmartBlog le righe ben scritte di Benedetto Motisi;

  • Writers Digest:”7 Reasons Writing a Book Makes You a Badass” di Brian A. Klems (the editor of the blog, online editor of Writer’s Digest and author of the popular gift book Oh Boy, You’re Having a Girl: A Dad’s Survival Guide to Raising Daughters).

     

     

     

     

     

     

     

     

     

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Categorie

Please reload

Extra

Post recenti

Please reload

Scopri gli altri trucchi della gang dei ghostwriter

Please reload