Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta ad orientamento clinico cognitivo-comportamentale.
Tiziana Corteccioni non ha mai avuto bisogno di qualcuno che scrivesse per lei. Con uno dei blog più seguiti in Italia e migliaia di articoli scientifici alle spalle, la sua voce era già un punto di riferimento. Il suo unico problema era trasformare una sterminata biblioteca digitale in un libro che raggiungesse i lettori per cui voleva scrivere. Quando ha scelto me, mi ha chiesto un libro che fosse capace di parlare a chiunque, uno strumento pratico per scardinare lo stigma che ancora circonda le malattie mentali e l’uso degli psicofarmaci.
Il mio intervento è partito dal Book Design, con cui ho progettato l’architettura dell’opera, definendo lo spazio in cui i dati clinici potessero trasformarsi in un percorso di lettura coerente, senza mai perdere rigore. Con l’editing, ho poi lavorato di mimesi, affinando la voce dell’autrice perché risultasse limpida e accogliente, capace di guidare i lettori con autorevolezza e sensibilità.
In questo volume, edito da Vallardi, l’ingegneria editoriale resta invisibile per lasciare il posto alla chiarezza: una struttura solida messa al servizio di chi cerca risposte scientifiche in un ambito spesso oscurato dal pregiudizio.
Con la rigorosità scientifica di un medico specialista, ma attraverso un linguaggio chiaro e comprensibile al grande pubblico e uno stile scorrevole e piacevole, che fa leggere il testo tutto d’un fiato, la dott.ssa Corteccioni esprime in maniera diretta ed efficace la necessità di considerare le malattie mentali alla stregua di una qualsiasi patologia del nostro corpo, rimarcando l’importanza di riconoscerne i sintomi senza vergogna o timore e di rivolgersi a degli specialisti per la diagnosi e la cura.
Un libro che tutti dovrebbero avere nella propria libreria. Scritto bene, fluente, intimo e che fa percepire la passione e la dedizione del medico che lo ha scritto.
Consigliatissimo per chi vuole conoscere i disturbi della psiche umana ed i problemi psicologici che affliggono sempre di più le persone della nostra epoca. Lessico comprensibile anche per i non addetti ai lavori e che fa luce e chiarezza sui tabù che purtroppo avvolgono ancora questi argomenti.
Libro veramente ben scritto, che copre tutti gli aspetti legati agli psicofarmaci:
dalle loro origini, alla loro composizione chimica e relativi effetti, fino ad arrivare alle figure professionali che possono utilizzarli per aiutare i pazienti.
L’aspetto fondamentale di questo libro è il cercare di normalizzare l’utilizzo degli psicofarmaci nei casi in cui risulti necessario, andando a combattere i pregiudizi che la società ha creato verso questi.
“Ho bisogno di una pillola? Psicofarmaci: quando sono necessari e quando no, tipi di trattamento, falsi miti: Una psichiatra spiega come e perché uscire dal buio è possibile”
maggio 2024
Vallardi
135 pagine
Dalla depressione all’insonnia, al disturbo ossessivo-compulsivo, dall’ansia agli attacchi di panico fino ai disturbi del comportamento alimentare: nel corso della vita potrebbe capitare a chiunque (o quasi) di soffrire di questi problemi.
Tiziana Corteccioni, psichiatra e psicoterapeuta, ci aiuta a orientarci nell’universo della salute mentale descrivendo i ruoli delle figure che vi operano – psicologi, psichiatri, neurologi, coach, counselor – e spiegandoci come funzionano gli psicofarmaci: quando è necessario assumerli e quando no, quali i rischi del fai-da-te nella diagnosi e nella cura, quali sono i falsi miti.
Dimostrando l’infondatezza di molte credenze – fanno male ai reni, creano dipendenza, li assumono solo i matti o addirittura non servono a nulla –, sottolinea che, se usati nel modo giusto, possono essere la strada per ritrovare la serenità.
TIZIANA CORTECCIONI
È psichiatra e psicoterapeuta. Laureata con lode in Medicina presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha conseguito successivamente la specializzazione in Psichiatria frequentando il Corso di perfezionamento in psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Nel 2014 ha aperto un blog in cui tratta argomenti legati alla sua professione che è divenuto ben presto uno spazio dove poter offrire una parola di conforto a chi sta attraversando un momento difficile: a oggi il blog è visitato da 45.000 persone ogni mese.
Negli anni ha contribuito a realizzare inchieste sulla salute mentale, collaborando con diverse testate giornalistiche cartacee e online tra cui Corriere della Sera, La Stampa, Libero, Nuovo, Fanpage, TPI.
Ciao. Mi chiamo Tiziana Corteccioni, e quando avevo sei anni, ho deciso di fare una cosa che nessun altro bambino o bambina che io abbia mai conosciuto desidera fare.
Prima ancora di imparare la tabellina del cinque, infatti, ho deciso che da grande avrei fatto la psichiatra, cioè sarei stata un medico specializzato nella cura dei disturbi e delle malattie che affliggono la mente.
Per quanti desiderano trovare una soluzione ai propri problemi, ma non sanno da dove iniziare, ho studiato.
Per quanti hanno paura di provare, per chi anche ha la forza per affrontare il proprio disagio, ho costruito la mia carriera.
Per quanti stanno cercando qualcuno che possa aiutarli a comprendere meglio il proprio stato di salute, il proprio corpo, la propria mente, ho scritto questo libro.
Non è la diagnosi a fare il paziente, non è la diagnosi a determinarne l’identità.
Oggi nessuno penserebbe di etichettare qualcuno sulla base della sua malattia fisica, come chiamare «tumorale» chi ha un tumore o «zoppo» chi soffre di artrite.
Tuttavia, chi convive con una malattia mentale spesso si trova a essere identificato con il nome della sua condizione (reale o percepita): folle, psicopatico o bipolare.
Ma c’è un altro aspetto importante da tenere in considerazione, oltre al giudizio esterno sulle malattie mentale.
Il vero percorso di guarigione da un disturbo mentale non inizia con l’assunzione del primo farmaco (se necessario).
Comincia quando il paziente, seguendo i propri ritmi e metodi, si impegna attivamente nel processo, contribuendo a una diagnosi accurata che metta in luce le risorse utili per il suo benessere e le sue vulnerabilità che in quel momento della vita costituiscono il suo punto debole.