La vista è un’opinione (soprattutto di notte)

Copertina di San Frediano Radioattiva di Francesco Nardi

Che poi, ammettiamolo, c’è qualcosa di profondamente beffardo — oserei dire quasi metafisico, se non fosse che la metafisica mi fa venire mal di testa — nel fatto che un radiologo, uno che ha passato la vita a guardare dentro le persone per scovarne i guasti invisibili, finisca per perdere la vista. È un contrappasso che nemmeno Dante, in una giornata di particolare pessimismo, avrebbe osato immaginare. Ma Francesco Nardi non è uno che si lascia fregare dal buio. Lui il buio lo ha arredato, ci ha messo dentro un tavolo, qualche sedia virtuale e ha fondato un circolo.

Lavorare con lui come mentore su San Frediano Radioattiva è stato come fare una seduta spiritica dove però, invece dei fantasmi, evocavamo la vita vera. Quella sgangherata, radioattiva, appunto.

Da un mese all’altro, collegati per telefono, nello studio del suo protagonista, abbiamo visto prendere forma il “Circolo delle esperienze di vita”: una terapia di gruppo che sembra uscita da un film di sfigati eroici, dove ognuno porta il proprio carico di macerie sperando di cavarne fuori un souvenir.

Per i sei mesi e qualche settimana extra, sono stata il suo radar, sconvolta dal fatto che andasse tanto d’accordo con Siri da far meno refusi di un correttore di bozze, guidandolo tra le bozze per dare una forma a quel materiale umano incandescente, dove la cecità di Francesco-lo-scrittore e di Luca-il-protagonista è diventata, paradossalmente, una lente d’ingrandimento spaventosa.
E in quel quartiere, San Frediano, dove l’aria è densa di storie e di radiazioni emotive, abbiamo messo ordine a un caos che profuma di umanità purissima.
San Frediano Radioattiva è un libro che non parla certo di quello che ci manca, tantomeno dei cosiddetti deficit più o meno visibili di ogni cristo in terra, ma di quello che riusciamo a inventarci quando la luce decide di andare a farsi un giro altrove.


Nota finale: se leggendo questa storia di radiologi al buio e terapie di gruppo improvvisate hai sentito il bisogno di una grappa o di una digressione sulle sfighe ereditarie, allora hai riconosciuto lo stile dell’avvocato che inciampa nei propri pensieri. Scrivimi le iniziali del suddetto genio salernitano e avrai il 50% di sconto.

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