L’idea che la genitorialità sia un’app che si scarica in automatico al momento del parto è probabilmente il più grande glitch della nostra narrazione collettiva.
Ci hanno venduto l’istinto come una bussola infallibile, quando la verità è che l’istinto, da solo, spesso ci porta a sbattere contro i modelli che giuravamo di non voler mai replicare.
Essere genitori intenzionali significa esattamente questo: smettere di andare in autopilota e iniziare a frequentare la palestra della scelta consapevole. È una postura mentale che richiede una dose massiccia di onestà verso se stessi.

Ho lavorato a questo libro come book designer e mentore, curando sia l’edizione italiana che quella inglese, ed è stato un privilegio di quelli rari.
Questo libro è il manifesto di chi ha deciso di non farsi trascinare dalla corrente.
Lo legge chi cerca un metodo solido per restare dritti nel vento di un cambiamento che ti ribalta la vita.
È dedicato a chi preferisce la fatica di una decisione presa con cognizione di causa alla comodità di una consuetudine subita. Lo si apre per capire come diventare l’architetto del proprio modo di educare, rivendicando il diritto di essere genitori figli della propria testa.
Nota finale: se in questo post hai sentito quel mix di cinismo sano e speranza ostinata tipico di chi ci racconta ogni giorno quanto sia complicato essere adulti oggi, allora fai parte della mia tribù di lettori. Scrivimi le iniziali della nostra millennial preferita: se indovini, hai guadagnato uno sconto del 50% sulle mie tariffe.


